Passano i giorni, il tepore domestico è un ricordo, gli hobbys come le comodità, solo una vecchia abitudine, un retaggio del passato, di cui serbo la memoria e nient'altro. Mi raffreddo, al pari del clima, come se entrassi in letargo, addormentandomi lentamente tra le braccia di questa vita parallela. I cui seni dispensano serenità apparente, ed una felicità fatta di conquiste semplici, esigenze primarie: dormire, mangiare, lavarsi e bere, dove le emotività sono sedate, su giacigli di fortuna e sotto coperte di stelle senza comete.
Quanto mondo sto vedendo, quante città o visi incontrerò camminando? Quanta vita perderò lungo questa strada, nascondendo il mio, dietro ad un bavero di apatia, dissolvendo l' emotività in questa moltitudine invisibile? Quante domande ci vorranno, per saziare la mia sete di risposte mentre già scivolano, come sabbia tra le dita, perdendosi nel baratro, che le lacrime hanno scavato giorno dopo giorno, trascinandosi dietro il senso della vita stessa? Quanto mondo vedrò, quante città o visi incontrerò camminando, prima che mi sia tutto indifferente?
Ritrovata Speranza...