Ti fossi libro,
aspetterei impaziente,
il tuo sguardo indagatore,
offrendoti la brossura
dell’epidermide
ed il fruscio
dell’Anima.
Penetrerei le tue narici,
con l’odore, stagionato, del legno
e quello indefinito,
del divenire,
essendo a seconda del capoverso:
le pagine ingiallite dai ricordi
o quelle bianche, da vivere.
Ti fossi libro,
ruberei il tempo,
donandotelo,
perché così è l’Amore,
tutto ed il suo contrario,
la realtà può esser sogno
ed il silenzio, parlare.
Asservendoti, avida d’emozioni,
al giogo delle parole,
ti renderei, libera tra esse,
ma schiava
del loro fluire,
il nudo inchiostro in versi
ed il caldo abbraccio dell’ispirazione.
Ti fossi libro,
sarei il filo di refe,
che lega le nostre vite,
l’altare e l’alcova,
nell’alternarsi delle rime,
il saldo appiglio
dell’unghiatura.
Distillerei parole,
bagnandomi delle tue dita
e dal muto sussurro delle tue labbra,
suggerei il verbo,
trascrivendo su carta,
il dolce palpitare,
d’un’ emozione che prende corpo.
Ti fossi libro,
sarei vergine foglio,
bramoso della tua mano,
come placide acque,
accoglierei, il solco del tuo remo,
e dipingessi un autoritratto,
cercherei il mio specchio nelle tue pupille.
Senza te, vivrei, il nulla di un foglio non scritto,
le acque di una palude,
senza sorgente, ne foce,
sarei una tela,
dalle pennellate confuse,
in cui, i tratti del viso,
avrebbero nel grigio, l’unico colore.
" A chi mi dona la luce sorgendo ogni giorno nel mio cuore, senza mai tramontare , ispirandomi le tante parole che scrivo o che pronuncio, a chi con le sue poche o con il suo silenzio è capace di lasciarmi senza...."
Giovanni Paci