Amo il tuo sorriso, impastato di pane,
fragrante e genuino come appena sfornato,
gli occhi di birra scura, gonfi di sogni,
come di schiuma,
le tue mani che san di pranzo domenicale,
calore familiare di pasta tirata a mano,
l’eco dei tuoi passi, sicuri e delicati,
come di casa.
Amo il tuo naso, sestante e timone,
faro ospitale per il mio titubante approdo,
bussola di dolci peripli, linea e punto nei carteggi,
come fosse rotta,
la piega del tuo collo, arco teso pronto a scoccare,
librandosi in un saettar di frecce verso il cielo,
dove s’incontrano i dardi dei sensi ed i nostri corpi,
come fosser bersaglio.
Amo il tuo seno, soffice di piume,
le braccia che l’accolgono, pieno e materno,
il soave palpitare, nella culla dei tuoi guanciali
come ninna nanna,
le caviglie sottili, sin dove t’arrotondi nelle forme,
morbidi riflessi come di specchio,
lisci gusci di frutti raccolti nelle mie mani
come una cesta.
Amo la tua voce, il caldo vibrar di corde,
il sussurro del tuo respiro, nel vegliare il mio sonno
il silenzio, che mi toglie il fiato, zittendomi,
come una tua parola,
il ti Amo, pronunciato quasi senza redenzione,
come il destino di una candela nel chiuso del tuo pensiero,
a spegnersi nella ragione, ma a vivere nel cuore e nei battiti,
come fossero brezza.
Amo la tua anima bambina, sensibile e fragile,
fiore di campo in un podere che pare infinito,
dove giornalmente ti colgo per ritrovarmi nei tuoi petali,
come di margherita,
Amo Cucciola, ogni parte di te, amara o dolce,
perché mi completa, pistillo, stami, realtà e sogno,
amici, complici, amanti e consorti,
come un’unica cosa.