Ti ho offerto le mie lacrime,
perché, non avevo altro da offrire,
le hai asciugate, facendole tue,
nell'umidità di un bacio,
improvviso, inaspettato,
eppure naturale,
come un temporale estivo,
o il turbine che lo precede,
arrossando le gote,
con lo scirocco delle emozioni,
per poi sfiorarle, dolcemente,
con la pioggia delle tue labbra.
Ti ho offerto le mie parole timide,
perché, non avevo altro da offrire,
le hai ascoltate, facendole tue,
nelle rime del tuo palmo,
stringendo, in silenzio,
le mie dita insicure,
trovando, nel loro solco,
come, già scritte,
le tue sicurezze,
un corrimano a cui aggrapparci,
senza mai pronunciarle,
sospesi, come siamo, tra mare e sogni.
Ti ho offerto le mie ombre,
perché, non avevo altro da offrire,
gli hai dato forma, facendole tue,
con un semplice sguardo,
in cui mi sono smarrito,
per ritrovarmi,
come non ci fosse altro luogo,
in cui poter vivere,
altra notte, in cui poter sognare,
altro giorno, in cui cercar domani,
se non lo specchio delle tue pupille,
nel riflesso della tua felicità.