L'avrei potuto chiamare l'Albero della cuccagna da quanti doni può offrire.
E' Natale, la Festa dei sentimenti, a volte talmente ben confezionati in carte colorate e nastri lucenti, da esser accantonati, alla vista di un qualunque oggetto.
La Famiglia quella Sacra e quelle comuni, il tepore domestico, gli affetti che abbiamo accanto e quelli che vorremmo avere, la tavola imbandita, le sedie occupate e quelle vuote, il telefono che squilla sempre e la cornetta che si anima di voci e sentimenti. L'Amore che si trasmette di mano in mano, che si spande a macchia d'olio, di parola in parola, sin dove la lontananza ed il silenzio, parrebbero inviolabili. Desideri e Sogni, oggi, sembran più vicini, ma potrebbero esserlo anche domani: se l'Amore vincesse l'egoismo ed il donare felicità, non si quantificasse in denaro,
ma in battiti.