La poesia è una stilla d’Anima che si spande in aria e non trovando il suo naturale alveo, si distende su carta o quant’altro la possa accogliere, per cercar di trovar pace, in un impeto di passione e inchiostro. Può essere una parola vergata con stile impeccabile, come un urlo maiuscolo primordiale, non contano il come o il dove, ma le profondità da cui le parole scaturiscono e l’altezza dove le stesse mirano.
Forse per questo mi permetto, da Parolaio quale sono, di definire i miei scritti “Poesie”: non certo per il loro senso estetico, ne per la metrica o la ricercatezza di taluni termini, ma solo per le emozioni che cerco di trasmettere in punta di penna e per quelle che riesco a far vivere in chi le “ascolta”.
A volte, sono frasi che hanno perso l’attimo fuggente raccogliendosi, troppo tardi, un secondo dopo, a volte, semplici traiettorie in rima per i nostri sogni, sovente, il lieto fine che vorrei, per le favole che viviamo, abbiamo vissuto o vorremmo vivere.
Di sicuro non sono solo parole, come i silenzi non son sempre tali, a loro modo infatti, possono essere poesie e nel vocabolario dei sentimenti, ne troveremo significato e rima, vivendo nella solitudine di un momento, il motivo del loro esistere ed il senso del loro fluire.
Perché l'inchiostro come le lacrime, trovano la stessa sorgente e lo stesso sfociare, nelle nostre Anime, placidi ruscelli divenuti impetuosi fiumi, sino a bagnare quel foglio bianco dove tutto era nato, colmandolo, goccia a goccia, sino a tracimare in passioni e parole che, anche se mute, cercano il loro catarsi ancora oggi nell’altro, in una poesia senza fine.
Le Parole che non ti ho detto, ti direi e ti dirò, prima e dopo averle scritte...