
Le mie dita scorrono, ma non quanto i miei pensieri, per questo preferisco la carta, la penna e l'antica arte dello scrivere, dello scorrere irruento di parole ed inchiostro, un amore incodizionato per tutto quello che riporta al passato, alle radici: a tutto quello che, risultato di secoli d'evoluzione, è stato scartato per finire in soffitta, sostituito da un freddo modernismo, legato più alle date che non alla reale validità del nuovo. Giocattoli, libri, valori, strumenti, tradizioni, materiali, persone, mobili, financo Dio, vengono rispolverati ed imbellettati solo al fine del raggiungimento di un loro valore economico, tempo e denaro han creato l'immorale catalogo, il consumismo ne è battitore d'asta ed i finti dei, dell'illuminismo e dell'uomo elevato a dio, han fornito gli acquirenti. Un mercato in cui tutto si compra e si vende, dove "avere o essere" è solo una domanda retorica, se non per pochi, ed il "quanto?" è alla base della vita dei tanti, troppi, che vedono il valore acquisito e non i valori ereditati, come metro di giudizio. Figlio del tempo che fu, illegittimo fratelastro del divenire, dal presente incerto e dal passato onorevole, scelgo un futuro da eremita, in una soffitta, su qualche grattacielo tutto specchi sotto cui l'uomo moderno potrà ritrovarsi, specchiando il proprio io in quello altrui, monetizzando lo status raggiunto ed inseguendo il symbol ancora non acquisito. Specchi dietro i quali non visto, avrò un posto in prima fila per lo spettacolo dell'uomo e della sua involuzione, dove l'io raggiungerà vette mai viste ed i grattacieli, con le loro sempre maggiori misure, ne seguiranno proporzionalmente lo smisurato ego che ne sarà mattone e collante. La polvere sarà la mia moneta, le tradizioni la mia misura temporale, morale ed etica i miei compagni, il cielo la meta ultima, i valori saranno i gradini, ragione e sentimento i corrimani, in una scala ideale verso l'io assoluto, quello capace di specchiarsi in se stesso, ritrovando quello che doveva e poteva essere, l'uomo ad immagine e somiglianza di Dio.
Giovanni Paci
