
L’ho scritto sul mare,
per lasciarne traccia,
su ogni onda,
cosicché la risacca,
ne moltiplicasse l’eco,
offrendotene il suono,
ad ogni schiumare
ed ogni spiaggia,
su cui avessi affondato il passo,
ne vibrasse, il ricordo.
L’ho scritto sulle nuvole,
cavalcando il vento,
sulle ali di un sogno,
a guisa, di destriero,
solcando l’orizzonte
con le mie parole,
senza far conoscer,
al tuo sguardo,
il loro tramontare,
ne dubbio alcuno, al tuo cuore.
L’ho scritto sulle strade,
scolpendo con le suole
ciò che il tempo e la polvere,
non posson cancellare,
disseminando,
in ogni dove,
tracce di memoria
e futura speranza,
ad incontrare, il tuo cammino,
ovunque, esso, potesse arrivare.
L’ho scritto in ogni luogo,
ove tu, lo potessi leggere,
forgiandone le lettere,
nella stessa tua ispirazione,
fucina d’acqua e fuoco
il cui mantice,
soffia dal tuo levante,
alimentando, generoso:
l’ardire delle fiamme
ed il crogiolo delle mie parole.
L’ho scritto sul mio volto,
affinché la gente,
potesse diffondere,
di voce in voce, il mio sentire,
come se tutto il mondo,
fosse palco
e loro, i cantastorie,
eternando,
come nelle favole,
l'Amore ed il suo lieto fine.
L’ho scritto sulle tue labbra,
apponendovi le mie, quale sigillo,
intingendole nel dolce veleno,
che non conosce rimedio,
se non, baciarle ancora,
attraversando questo purgatorio,
tra il solitario inferno
ed il nostro paradiso,
affidandone a Caronte, il timone
ed al cuore, il destino.
Giovanni Paci













