Quante parole, sfuggono il tuo sguardo,
seguendo il mio, dietro le quinte del silenzio,
offrendosi, invisibile danza, al tuo proscenio,
per poi morire, ben oltre il sipario,
sottraendosi fiere, al tuo indulgente plauso.
Candide piume, come un sussurro,
si abbandonano, unica traccia del mio volo:
fugace comparsa di un sogno, nel tuo anfiteatro,
che dispiegate le ali, in un cenno di saluto,
in un batter d’occhio, è già rimpianto.
Quante parole, prima orgogliose,
bagnandosi d’umiltà, son risorte,
offrendosi monde, al tuo cuore,
preferendo, l’esilio delle nuvole,
alle sbarre di una cieca presunzione.
Preghiere in rima, scevre di egoistiche zavorre,
si innalzano, sin dove oggi non osi guardare,
dove i sogni di ieri, incontrano, nel loro migrare,
le traiettorie di rondini e cicogne,
nel medesimo orizzonte di stagioni passate.
Quante parole, sfuggono al tuo sguardo,
in questo libro di cielo, con le pagine al vento,
scritto con quelle indelebili, del ricordo,
che trascrivo amanuense, mentre disegno il futuro,
con mano tremante, per fartene omaggio.
A miriadi, queste pergamene, si dispiegano,
offrendoti, uno spettacolo d’ali, a colorar l’infinito,
affrescando a stormi il cielo e di piume il tuo volto,
sino a rapirti nuovamente al sogno ed al suo folle volo, ritrovando le traiettorie d'Amore che avevi smarrito.